Non solo denti

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Mi piace lavorare con le mani.
Costruire geometrie equilibrate con linee, volumi, pieni, vuoti.
Mi affascinano i colori, da soli e tutti insieme.
Mi piace comporre armonia.
Sono una persona curiosa. Mi interessa leggere, guardare, sperimentare, capire come funzionano le cose. Mi faccio sempre tantissime domande. Molte ancora in cerca di risposta. Per questo resto curiosa.

Acessandra Cecconello ALINSIEME COOPERATIVA SOCIALE

Dietro ogni problema c’è un’opportunità.
Galielo Galieli

È una sintesi abbastanza vera di quello che cerco di fare nella mia professione. Ogni giorno il mio lavoro è trovare opportunità per superare il limite di un sorriso irregolare o di un profilo esagerato. Ma da almeno dieci anni ho una seconda professione in cui provo a fare esattamente la stessa cosa: trasformare i limiti in opportunità.

Appena tolgo il camice, indosso la “giacchetta” dell’amministratore di Alinsieme, una cooperativa sociale che ho fondato assieme ad altri cinque amici una decina di anni fa. Per essere precisi, da qualche mese ne sono il presidente. Ma nella sostanza non è cambiato molto.

Oggi i soci sono sedici, sedici persone, prima che professionisti, generose, creative, solidali, oneste, preparate. Il che rende il mio compito di responsabile decisamente più leggero e con un alto tasso di soddisfazione.

Il loro lavoro, la nostra “missione”, è prenderci cura delle persone, in particolare di bambini e ragazzi con difficoltà a volte difficili anche da definire, perché non rientrano in categorie precise, tanto da non aver trovato soluzioni altrove. E lo decliniamo con servizi educativi e di riabilitazione.

E niente. Ho ricevuto molto di più di quello che ho dato finora. Relazioni di valore, amicizie, esperienze umane, conoscenza.

CORRERE

Sembra sempre impossibile farcela. Finché non ce la fai.
Nelson Mandela

Quando ero alle superiori odiavo l’ora di educazione fisica. Più precisamente, detestavo i dieci minuti di riscaldamento passati a correre nel perimetro della palestra. Non ce la facevo mai ad arrivare alla fine.

Per decenni ho sostenuto, con ragione, di non avere il fisico dell’atleta, di non avere sufficiente capacità polmonare (= fiato) per sostenere sforzi prolungati. Sono sempre stata ultima, di parecchio, nelle escursioni con gli sci di fondo d’inverno, sui sentieri di montagna d’estate. Insomma, una schiappa.

E poi, il 26 dicembre del 2015 sono uscita con due vecchie scarpe da ginnastica e la tuta e ho iniziato a correre. Corricchiare, dai.
Non saprei dire cosa è scattato. Probabilmente il fastidio di vedermi e sentirmi un rottame fisico a poco più di 50 anni.

Da lì, la svolta. Primavera 2017 la prima mezza maratona a Padova, di cui ricordo quasi ogni momento. Poi molte altre, che a scriverlo mi pare ancora impossibile.

Ma invece, ho scoperto, si può. Volendo. Anche con un ginocchio malandato, come in questi ultimi mesi. Anche quando capisci che forse le mezze lui, il ginocchio, non le potrà più sostenere, tu corri.

Correre, ho scoperto, è una dimensione dell’anima, una decisione della volontà, una necessità del fisico e della mente.
Corro da sola, perché è l’unico momento della giornata solo per me e i miei pensieri.
Corro per misurarmi con la fatica, la stanchezza, il respiro corto, i limiti del fisco e dell’età.

Devo decidere in questi giorni per cosa allenarmi dopo aver recuperato sufficientemente il ginocchio. Mi sa che riprendo dai 10 km. Ci sono ancora un paio di sfide interessanti che non ho ancora percorso entro i 15 km. Ce la posso fare tranquillamente.

Infilo le scarpe (stavolta tecniche…). Anche oggi esco a correre.

Servono più informazioni?

Contattami liberamente ed esponimi il tuo problema, ti risponderò al più presto.

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